Consultazione referendaria (referendum popolare confermativo della legge costituzionale) fissata per domenica 22 e lunedi 23 marzo 2026
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana in data 14 gennaio 2026) con il quale è stato indetto il referendum popolare confermativo della legge costituzionale per i giorni di domenica 22 e lunedi 23 marzo 2026, si ricorda che a partire dalla data di pubblicazione del medesimo decreto e fino alla chiusura delle operazioni di voto (23 marzo 2026) si devono osservare le principali disposizioni che regolano la comunicazione politica, l’accesso ai mezzi d’informazione e più in generale le attività di propaganda elettorale:
legge 22 febbraio 2000, n. 28 (Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica);
decreto ministeriale 8 aprile 2004 (Codice di autoregolamentazione in materia di attuazione del principio del pluralismo, sottoscritto dalle organizzazioni rappresentative delle emittenti radiofoniche e televisive locali, ai sensi dell’articolo 11-quater, comma 2 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come introdotto dalla legge 6 novembre 2003, n. 313);
delibera AGCOM n. 37/26/CONS del 12 febbraio 2026 (Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum popolare confermativo relativo al testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026).
In particolare, si richiama al rispetto del divieto, stabilito al comma 1 dell’articolo 9 della citata legge 28/2000, di svolgere “attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
In merito, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell’esercizio del proprio potere di definire l’ambito della sanzione, ha circoscritto (come già avvenuto per il referendum dello scorso anno) l’intervento ripristinatorio mediante rimozione alle sole attività di comunicazione istituzionale che riguardino, direttamente o indirettamente, le tematiche connesse al quesito referendario.
Il Comitato regionale per le comunicazioni delle Marche, nell’esercizio sia d’ufficio sia su segnalazione di parte della propria funzione di vigilanza, procederà invece a svolgere l’attività istruttoria finalizzata all’adozione dei provvedimenti sanzionatori dell’AGCOM.
Delibera AGCOM n. 37/26/CONS del 12 febbraio 2026 (Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum popolare confermativo relativo al testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026), pubblicata sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al seguente link: https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-37-26-cons.
Il termine di cinque giorni previsto dal comma 1 dall’articolo 13 della delibera AGCOM n. 37/26/CONS decorre dal 12 febbraio 2026
Nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 10 del 14 gennaio 2026 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per il referendum popolare confermativo relativo al testo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026.
Dalla data di pubblicazione del decreto prende avvio la campagna elettorale referendaria.
Al riguardo, si precisa che nelle more dell’approvazione dei regolamenti concernenti le disposizioni attuative della legge 22 febbraio 2000, n. 28 per la parità di accesso ai mezzi di informazione e nella comunicazione politica (c.d. par condicio), da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, trovano applicazione le disposizioni della legge su richiamata, le quali garantiscono i princìpi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo e della stampa quotidiana e periodica.
In particolare si ricorda che le emittenti radiofoniche e televisive in ambito locale possono trattare la tematica referendaria esclusivamente nei telegiornali e nei programmi di approfondimento sotto testata editoriale. Specificatamente I registi e i conduttori sono tenuti a non esercitare alcuna forma di influenza e a non fornire, neanche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto mentre il tempo dedicato alle tematiche referendarie deve essere suddiviso in parti uguali tra le posizioni favorevoli e quelle contrarie al quesito.
Quanto alle modalità di accreditamento dei soggetti politici (inclusi i comitati referendari), ai relativi spazi nei programmi di comunicazione politica (tribune, tavole rotonde, dibattiti e presentazione in contraddittorio), alle modalità di inserimento dei messaggi politici elettorali e all'orientamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia di procedimenti sanzionatori in caso di violazione del divieto per le pubbliche amministrazioni di comunicazione istituzionale si attendono le specifiche disposizioni contenute nei su citati regolamenti.
16 gennaio 2026 (ultimo aggiornamento 13 febbraio 2026)