DALL'AGCOM, RACCOMANDAZIONE PER CORRETTA RAPPRESENTAZIONE IMMAGINE DELLA DONNA NEI PROGRAMMI TV
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DALL'AGCOM, RACCOMANDAZIONE PER CORRETTA RAPPRESENTAZIONE IMMAGINE DELLA DONNA NEI PROGRAMMI TV

Promuovere ogni sforzo per assicurare una qualità più avanzata della rappresentazione dell’immagine della donna nei programmi di informazione e di intrattenimento. Questo il fine primario della Raccomandazione destinata ai fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici deliberata dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni al fine di assicurare, nella trattazione del tema delle molestie sessuali, l’effettivo rispetto dei diritti fondamentali a tutela degli utenti, in particolare della dignità della persona e del principio di non discriminazione.

La decisione dell’Autorità si è resa necessaria per le modalità con le quali in queste settimane è stato trattato sui mezzi di informazione il tema delle molestie sessuali, operate in particolare da personaggi di potere. Secondo il Consiglio Agcom, il tema degli abusi è stato affrontato in alcuni casi con modalità tali da trascurare i connotati informativi a favore di una spettacolarizzazione e generalizzazione di vicende che, alimentando immagini stereotipate della figura femminile, compromettono i principi di correttezza, lealtà, completezza dell’informazione, nonché il rispetto dei diritti alla dignità, all’onore, alla reputazione, alla riservatezza della persona, sia nel caso delle vittime oggetto delle molestie che dei presunti molestatori.

L’Autorità ribadisce la necessità di garantire un’informazione completa, obiettiva, imparziale e pluralistica che faccia emergere, in maniera chiara, l’oggetto della notizia e la differenza tra fattispecie penalmente rilevanti, come ogni forma di violenza, e quelle penalmente non rilevanti ma comunque inadeguate. L’obiettivo è salvaguardare, in ogni caso, la tutela comunicativa delle vittime che denunciano abusi, alle quali va assicurata la piena libertà di espressione in un contesto sereno, posto al riparo da fenomeni di aggressione, strumentalizzazione o denigrazione mediatici. (Fonte Agcom)

(27/11/2017)