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L’ITALIA LEADER MONDIALE PER L’UTILIZZO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICI, LO AFFERMA L’ULTIMO RAPPORTO INTERNAZIONALE OFCOM

Italiani primi al mondo per la richiesta e l’uso di tecnologie di ultimissima generazione.
Il social networking tra le attività online preferite.

Calabrò (A.G.Com): “Questi dati evidenziano le grandi potenzialità di sviluppo della banda larga in Italia. Occorre investire subito in servizi e infrastrutture”

   Italiani, popolo più elettronico al mondo. La diffusione massiccia di computer e Internet - soprattutto per l’utilizzo dei social network -, smartphone, mp3 e iPod vale all’Italia il primato mondiale nel settore delle comunicazioni elettroniche. Ad affermarlo i dati contenuti nel Rapporto OFCOM, International Communications Market Report*, pubblicato nei giorni scorsi, e commentati dall’A.G.Com, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. L’indagine offre un quadro della situazione italiana in un confronto internazionale.

Il rapporto conferma un dato noto già da tempo, l’Italia è il paese in cui la penetrazione della telefonia mobile è la più elevata al mondo, oltre il 150%, divenendo, inoltre, paradigma per l’utilizzo delle applicazioni più sofisticate. In particolare, dall’analisi in dettaglio dei risultati dell’indagine emerge che il 21% degli italiani utilizza i “telefonini intelligenti” per collegarsi ad Internet, il 10% per collegarsi ad un social network, il 16% per scambiare email, l’11% per utilizzare l’instant messaging. La lettura dei dati relativi alle fasce di età rispetto all’uso del cellulare per l’accesso ai social network mette in evidenza come siano giovani e giovanissimi a farla da padrone. Il 31% degli utenti che fa social networking tramite cellulare ha tra i 18 e i 24 anni, il 21% tra i 25 e i 34, un altro 16% tra i 35 e i 44 anni. (Dati ad ottobre 2010).

A queste percentuali si aggiungo quelle, decisamente più alte, di utilizzo dei servizi tradizionali, chiamata vocale (75%), invio di sms (83%). (Dati sempre ad ottobre 2010).

E se si utilizzano sempre di più cellulari e servizi di telefonia mobile, il loro uso è sempre meno caro. Diminuiscono del 24%, raggiungendo la migliore performance europea, (luglio 2009_luglio 2010), in Italia, i prezzi dei servizi mobili. Conseguenza diretta: la riduzione (24%) della spesa pro-capite dei consumatori per la telefonia mobile, il che si deve anche ad una sempre maggiore dimestichezza degli utenti nell’orientarsi tra le varie proposte degli operatori.

 Le dinamiche di prezzo nel settore della telefonia mobile, così come rilevate dal rapporto dell’OFCOM, sono stata giudicate “confortanti”, dal presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, al pari dei dati relativi alla diffusione delle più avanzate tecnologie della comunicazione in Italia, il cui mercato interno risulta tra i più grandi al mondo. A colpire, per il presidente Calabrò, “L’esistenza di un forte interesse degli italiani per i servizi on-line che, unitamente alla leadership delle applicazioni della telefonia mobile, evidenzia le grandi potenzialità di sviluppo per la banda larga”.

Quello della banda larga in Italia è ancora un tasto dolente. Nonostante il rapporto sottolinei come, dal 2004 al 2009, la situazione sia migliorata, l’Italia resta il fanalino di coda d’Europa, peggio di lei solo la Polonia.

Il 5 dicembre scorso, contestualmente al rapporto dell’OFCOM, la Saïd Business School dell’Università di Oxford ha bocciato la banda larga italiana. I dati raccolti dalla nota facoltà d’economia inglese derivano da un’analisi di risultati di più di 24 milioni di test in 72 Paesi e 239 città. Fra i 48 paesi che riescono a soddisfare i requisiti per tutti i principali servizi offerti da Internet, solo 14 sono pronti per le applicazioni del domani e fra questi non figura l’Italia, al 26° posto, con un totale di 72 punti, nella classifica dei best 30. Eppure proprio gli utenti italiani, come affermato dallo studio OFCOM, sono coloro che fanno più richiesta e fanno più uso al mondo di servizi Internet di ultimissima generazione. Per questa ragione, sottolinea il presidente A.G.Com. Calabrò “è opportuno superare l’approccio attendista secondo cui prima di creano le condizioni della domanda, poi si investe in nuovi servizi e infrastrutture. Per le nuove tecnologie – ha continuato -, i percorsi di creazione e stimolo di domanda e offerta vanno di pari passo e ci sono fin d’ora le premesse per attuare quella svolta digitale che risulta determinante anche per la ripresa economica, e di cui il nostro Paese ha bisogno per protendersi nel futuro”.

E proprio rispetto all’utilizzo di Internet si evidenziano altri dati interessanti, rilevati dall’indagine dell’OFCOM. In Italia, nella fascia giovane della popolazione (18-34 anni), sono le ragazze a navigare di più 34%, contro il 27% dei coetanei maschi. Scambio di mail (87%), connessione ad un social network (57%) e utilizzo dell’instant messaging (39%), le prime tre attività che vengono svolte, in una settimana, dagli italiani quando accedono ad Internet da un pc.

L’Italia, nel 2010, battendo anche gli Stati Uniti, dove il social networking è nato, è il primo paese al mondo per l’utilizzo di social network 66%. Nel dettaglio gli italiani passano 7 ore al mese collegati a Facebook. Più di loro solo gli australiani, 8 ore mensili.

Ultimi dati da evidenziare, quelli relativi alla diffusione degli apparecchi per l’ascolto di musica in formato digitale. Anche qui l’Italia segna il record mondiale con un utilizzo, pari al 64%, di media players e con l’uso, pari al 31%, di cellulari per l’ascolto della radio.


* http://stakeholders.ofcom.org.uk/market-data-research/market-data/communications-market-reports/cmr10/international/



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